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QUEL FUTURO DECISO DA NOI

di Francesca Pasella

Chi al Liceo, chi all’Alberghiero, chi al Tecnico Geometri/Ragionieri i nostri compagni di terza hanno deciso dove proseguire gli studi. Convinti o meno, ognuno di loro ha preso la sua decisione, tanto che solo il tempo saprà dirci se sarà stata quella giusta. In tutto questo intruglio di proposte e lusinghe alle quali si sono sottoposti, non sono pochi, purtroppo, quelli che si sono fatti trascinare dall’aspetto delle scuole o, peggio ancora, condizionare dalle pressioni degli amici non tenendo conto di altre caratteristiche che, forse, sarebbero state più opportune per il loro futuro. In questa seconda parte dell’anno scolastico abbiamo avuto occasione di assistere a tanti altri fatti di cronaca che quotidianamente riempiono le nostre giornate. È stato un periodo segnato da diversi episodi di violenza, furti, rapine, terremoti e scandali politici, ma anche di manifestazioni canore e di folklore come i soliti Festival di Sanremo e il Carnevale, quest’anno dedicato maggiormente alla satira della politica internazionale. Nella fase tra fine gennaio e i primi giorni di febbraio la scuola ha ricordato due tra i più drammatici avvenimenti della storia dell’uomo: La Shoah e le Foibe, ambedue collegati alla fine della seconda guerra mondiale. Momenti di riflessione che ci riportano a comprendere su quanto l’atrocità umana si sia scatenata in tutta la sua brutalità. Un elemento, questo, al quale l’uomo sembra non voler rinunciare con i suoi atti cruenti e di violenza inaudita contro donne, bambini ed anziani. Episodi che, nonostante il costante impegno sociale, continuano a riempire le pagine di giornali e i servizi televisivi, che ormai da molti anni sconcertano l’intera nazione. Ma, la ciliegina sulla torta è stata certamente la bufala dei 28 milioni di euro raccolti dalle donazioni in tutta Italia e mai consegnati alle popolazioni colpite dal terremoto. Un video sconcertante che documentava la rabbia dei terremotati che senza casa e senza aiuti, attendevano quei soldi  è stato postato sui social suscitando l’irritazione di tutti. Solo alcuni giorni dopo è arrivata puntuale la smentita delle autorità, che puntualizzava la destinazione di quei soldi destinati per la ricostruzione e non per l’acquisto delle casette. Tutto bene quel che finisce bene, dunque, così come questo periodo che, con l’arrivo del Carnevale, ci ha tenuto lontano dagli impegni scolastici per una settimana. Una settimana di baldoria e di grande divertimento alla quale ci eravamo preparati da tempo e dopo aver, naturalmente, onorato tutti i nostri impegni scolastici.

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