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I PERDITEMPO

SCUOLA: I PROBLEMI DEGLI ADOLESCENTI

 

La contaminazione del famoso libro di Collodi dedicato ai ragazzi, sembra aver ricollocato, seppure in chiave moderna, i due famosi personaggi di Pinocchio e del suo caro amico Lucignolo che, presi dalle lusinghe di un mondo facile ed effimero, oggi rappresentato da programmi tv spazzatura, internet e chat pericolose quanto incontrollabili, marinano la scuola sia fisicamente, sia nel suo più profondo significato. Nonostante ciò, tutti stiamo a guardare, nessuno interviene e peggio ancora, nessuno si domanda se sia il caso di ripensare in maniera decisa al significato di Scuola, Famiglia e Società.

 

 

 

I ragazzi e il nulla, un vuoto indefinito nel quale, purtroppo, sembrano esserci cascati in tanti. Ad occuparlo sono spesso gli adolescenti e i ragazzi un po’ più grandi che accrescono sempre più questo fenomeno dei nostri giorni. Pare si tratti di un “dolce dormire” associato alla pratica del far nulla dove pigrizia e inerzia sembrano aver sostituito il Paese dei Balocchi tanto caro al miglior amico di Pinocchio, Lucignolo. Infatti, a breve distanza da quei luoghi c’è solo la terra dei somari dove tanti ragazzi, se non addirittura troppi, hanno scelto di trascorrere la prima fase della loro adolescenza. A rimarcarlo è la Scuola che ogni giorno deve fare i conti con questo fenomeno: gli alunni non studiano, non si applicano e sembrano aver perso gli stimoli per far parte della società del futuro. Infatti, a confermarcelo sono i dati allarmanti della ricerca sullo stato della conoscenza dei nostri giovani: gli Italiani sono degli emeriti ignoranti e le nuove generazioni ancora di più. Ciò a causa del fatto che leggono pochissimo e di conseguenza, non conoscono le parole, con le quali dovrebbero, poi, scrivere e pensare. A domandarci come facciano poi, a pensare di fare qualcosa non conoscendo le parole, non è cosa semplice! Ecco perché viviamo oggi situazioni incredibili dietro le quali si nascondono tutte queste grandi insidie. Perché ci risulta che, non solo non si legge ma neppure si studia. Quel minimo, almeno, per riuscire a far di conto, a mettere insieme due parole e provare a “capire” un notiziario. E invece no! A tenere banco sono i social, i programmi spazzatura e le immancabili chat, diventati oggi un modo di “essere” e perciò di vivere. In tutto questo bel contesto prende sempre più piede la teoria del “nulla” dove emerge inesorabilmente, neppure sapere come impiegare il tempo. Un fenomeno che di questi tempi sta proprio degenerando, tant’è che persino i bambini non riescono più a viaggiare con la fantasia. Ecco perché, i nostri così detti “perditempo” sono quelli che si alzano al mattino senza un obbiettivo preciso pensando che la loro giornata possa essere niente di più che una noia mortale. La passione per lo studio e la voglia di scrivere sono praticamente “estinte”; le insufficienze sono sempre più frequenti e i ragazzi si mettono esultano per un modestissimo 6. A ciò si aggiunge che in classe si utilizzano di nascosto i cellulari per cui la soglia dell’attenzione è sempre più bassa, nonostante i continui rimproveri degli insegnanti. Intanto, i ragazzi non migliorano né nello studio, né nel comportamento. Nei loro testi sono sempre più frequenti gli orrori di ortografia e di sintassi ma a mancare sono purtroppo, la passione per lo studio e la soddisfazione nell’aver portato a termine un compito sono sempre più rare. Per fortuna la scuola è anche altro, così come la vita con le sue opportunità, conoscenze, sviluppo e continue novità. Certo è che stando tutto il giorno a poltrire sul divano non alimenta né la voglia di fare e men che meno quella di studiare, conoscere, scoprire e sperimentare. Tuttavia, non dobbiamo farci influenzare da questo fenomeno che, seppure increscioso, è ridotto per fortuna, a una minima parte dei nostri coetanei e dei ragazzi della nostra generazione. In questo scenario, i più ottimisti hanno pensato di creare un decalogo capace di contenere dei piccoli-grandi suggerimenti per poter così assolvere ai nostri doveri e garantirci dei piaceri così come qualsiasi altra persona. Facendo un grafico di questo decalogo vediamo che le attività sportive e scolastiche vengono sempre più trascurate. Ecco perché uscire di casa per fare una passeggiata aiuterebbe ad ossigenare il cervello e magari attivarlo più spesso; svolgere un’attività sportiva regolare ci aiuterebbe a star meglio e a stimolare il nostro fisico e la nostra mente a produrre meglio e di più. Ogni tanto, non sarebbe male fare un salto in biblioteca e prendere un  libro da leggere a casa, magari seduto sul divano. Video giochi e chat avrebbero così un minor tempo d’utilizzo nel nostro spazio e se, dividendo le nostre giornate tra studio, sport, lettura e qualche piccolo piacere, il resto sarebbe una vera pacchia!! Siamo sicuri, infine, che ossigenando il cervello anche i nostri sogni e i nostri desideri ne gioverebbero tanto, in modo da riprendere a viaggiare nello spazio infinito della fantasia di ognuno di noi.

Fabio Filippeddu

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